domenica 28 febbraio 2010

Les allumés


Di solito non leggo La Repubblica, ma devo confessarvi che il sabato la compro sempre perché cedo alla tentazione di quello splendido inserto (con un pò troppa pubblicità forse) che è D.
La scorsa settimana c'era quest' articolo di Sandro Veronesi, autore di Caos Calmo, sul lavoro "The illuminati" del fotografo Evan Baden.

Non so bene perché ma le foto mi sono piaciute tantissimo.
Ritratti di persone (per la maggior parte ragazzini) retroilluminati dagli schermi accesi di notebook, ipod, cellulari ecc...Un'idea semplice in realtà. Scene assolutamente normali e quotidiane... in questo momento io stessa probabilmente mi trovo nella medesima situazione: immersa nel cupo grigio che arriva da fuori, non ancora troppo buio da farmi accendere una lampada ed allumée, quindi, dal mio pc!
Niente di nuovo verrebbe da dire...ma fermare questo momento con uno scatto fa cambiare prospettiva al tutto.
Una luce che inquadra gli ovali dei volti e fa scintillare le pupille rapite e perse nella sorgente metallica che abbiamo sempre di fronte.
Una luce che ricorda quella delle tele dei fiamminghi... La ragazza col turbante di Vermeer per esempio...

Una luce artificiale. Fredda. Come se la tecnologia fosse ormai una protesi costante della nostra esistenza, unica forma in grado di "illuminarci", tenerci in vita e metterci in relazione con gli altri.

mercoledì 24 febbraio 2010

Post mattutino sine foto

un post veloce veloce che poi devo mettermi a studiare...
Ho iniziato questa settimana all'insegna di sette buoni propositi (uno per giorno, non di più!) e volevo raccontarvi una sciocchezza successami ieri.
Il proposito per il secondo giorno era: sorridere. in generale e anche un pò a tutti...anche a discapito di sembrare stupida...tanto chi se ne frega...
ecco ed io sorrido.
esco di casa, vado alla macchina. Gomma posteriore a terra. ma porca p..... Ma io oggi sorrido! :-) entro in macchina, pioggia di cacate di piccioni. ma io sorrido (solo perchè ero già dentro l'abitacolo...non ho ancora raggiunto tali livelli zen!). Vado dal gommista. Gli sorrido. E finalmente sono ripagata. Un bel gommista, in dieci minuti smonta la ruota,toglie il chiodo, rimonta la ruota ecc...Vado a pagare e in ufficio c'è un gatto randagio adottato dall'officina. Il gommista fascinoso mi racconta la storia della micia sterilizzata che, dandola in giro senza troppe remore, aveva riempito di gattini il deposito dei pneumatici.
Sorrido.
Il bel gommista chiosa dicendomi: "sai i gatti non si fanno tutte le menate che ci facciamo noi, tipo andiamo a bere una cosa ecc, vanno dritti al sodo e via!"
E qui proprio rido.
ma secondo voi era un proposta o un consiglio???
Che ridere!!! ahahah

domenica 21 febbraio 2010

Il ritorno


Dopo mesi di assenza eccomi di ritorno...sarà stato l'inverno, il freddo, le occupazioni, la pigrizia...ma di certo non è stato perché non avessi cose da dire.
Mesi intensi, fatti di viaggi avanti e indietro da Parigi (ormai da gennaio studio lì una settimana al mese all' Ecole des hautes études en sciences sociales che si trova nel 7° arrondissement, lungo un vialone che va dalla Senna a Montparnasse); fatta di pensieri, preoccupazioni, esitazioni, sorrisi, incazzature, sogni e tanto studio del francese.
In realtà mesi piuttosto normali, come tutti più o meno possono vivere...La differenza è stata un'altra. Avrei anche avuto voglia di scrivere e raccontare i cambiamenti che stavano avvenendo ma avevo bisogno di un pò di tempo per immagazzinarli e recepirli.
Andare a Parigi è un gran passo, non per il fatto in sé ma per la scelta che c'è dietro. Purtroppo l'ostinazione a non fuggire si è rivelata sempre più spesso controproducente e non aggiungo quanto la ricerca in Italia perda credibilità e sovvenzioni statali ogni giorno che passa. Parigi come prova. Parigi come possibilità di essere qualcosa di diverso. Parigi come "so benissimo che non è cambiando luogo che risolverò i miei problemi, ma forse anche sì". E poi Parigi val bene una messa. No?
Eccomi dunque di ritorno, un pò più internazionale ma anche un pò più italiana...eh si perché ho sperimentato che quando sei all'estero e gli altri scoprono che sei italiano, iniziano parlandoti del gran comico/cabarettista/paroliere che abbiamo a capo del governo. E ci sta. Ed io non mi potrei trovare più d'accordo ecc. Però poi quando ti insultano il Paese dove vivi, nonostante non si sia affatto nazionalisti, un pò i coglioni girano. Insomma ma i francesi non ce l'hanno i loro fatti a cui pensare? Poi torno in Itala più orgogliosa e fiduciosa. Accendo la maledetta televisione e al Festival di Sanremo una monarchia stonata è in finale, la banda dei carabinieri suona Guerre stellari, Maurizio Costanzo replica il suo show, Bersani è l'ombra del suo partito e Scajola è osannato. Spengo la televisione. Accendo il computer e questa volta prenoto un volo di sola andata!

domenica 15 novembre 2009

d-Ecolab n°1 - Progetto Antiqua - il dopo...


Questo è il prodotto finito...
La foto purtroppo non rende un granché, ma dal vivo fa tutta la sua bella figura. Insomma un mobiletto da bagno è stato trasformato in un mobiletto - lampada - porta cd (3 funzioni in una!), il tutto secondo la formula del riclicaggio, dell'ecologia e del risparmio energetico.
Il vecchio mobile, la cui foto potete vederla nel post precedente, è stato privato della sua anta e gli spazi interni sono stati ridistribuiti in 3 parti uguali.
La prima e l'ultima sono diventati spazio per i cd e quella centrale è stata adattata a lampada.
La struttura esterna è in legno dipinto di bianco (all'interno e per trasmettere più luce) e con le tonalità del grigio (all'esterno).
Le suddivisioni interne sono state ottenute con plexiglas bianco che permette il passaggio della luce, mentre i led sono stati coperti da un vetro opaco color ghiaccio sul quale sono state spruzzate goccie color argento. Il coperchio in vetro è ovviamente apribile con un semplicissimo click di calamite sebbene la necessità di cambiare l'illuminazione sarà piuttosto remota. Infatti per l'impianto elettrico sono stati usati 9 piccoli led, praticamente inesauribili e a bassissimo voltaggio (9 V) , ai quali è stato collegato un piccolo interruttore e un alimentatore da attaccare alla corrente.
Spero che vi piaccia...:-D

lunedì 19 ottobre 2009

d-Ecolab n°1 - Progetto Antiqua



Eccomi di nuovo qui a raccontarvi delle mie riconversioni. Questa volta tocca all'armadietto che vedete nell'immagine qui sopra... Bruttino a dire il vero. Penso fosse uno di quei mobilettini da bagno (lo suppongo perchè dentro era anche tutto sporco di dentifricio incrostato...che schifo). Insomma così come era non andava affatto bene. Nell'immagine non si vede ma l'anta di chiusura era anche rivestita di un linoleum orribile finto pelle bianco. Brrr.

Ecco quello che sta diventando: un mobiletto porta cd con lampada annessa.

Abbiamo tolto la porticina, sradicato il linoleum e tenuto solo il contenitore vuoto (senza divisioni interne). Dopo aver preso un pò di misure, abbiamo visto che erano perfette per dividerlo in tre parti (verticali rispetto alla foto che vedete) di cui le più esterne diventeranno porta cd e quella interna verrà coperta da un vetro opaco color ghiaccio con dentro tantissime lucine led che accese illumineranno tutto. anche i cd. Eh si perchè i ripiani che faremo, non saranno di legno, bensì di plexiglas, di modo che la luce possa filtrare...l'unica cosa che ci manca è l'abc dell'elettricista. Per quanto mi riguarda, l' aver già pensato che ci serviranno due buchi sul legno, uno per far uscire il filo che andarà attaccato alla corrente e uno per l'interruttore, è stata una grossa soddisfazione...Ah le donne.

Però fino ad ora ho imparato ad usare benissimo:

- Carteggiatrice (ben due tipi diversi)

- Stucco (fatto da me a secondo della densità che mi serve)

- Compressore ( con annesso montaggio e smontaggio aerografo in meno di 30 secondi!)

Nuovi aggiornamenti a brevissimo.

venerdì 9 ottobre 2009

Critical garden


Ormai sto diventando ecologica...Dall'apertura del laboratorio in poi sto seriamente pensando al verde, alla sostenibilità, al vivere in un modo sano e cose così.
Il mio dramma è che adoro vivere in città e quindi sto cercando un modo di coniugare i benefici della campagna con la vita urbana.
Un modo c'è. Anzi ce ne sono anche più di uno.
E li sto scoprendo poco a poco ma con grandissimo entusiasmo e curiosità
Il motore di tutto sono state le mie intolleranze alimentare, anzi ad essere sincera i brufoli. Eh si ormai ho passato da un certo tempo l'età dell'adolescenza e questi maledetti continuano a riproporsi! arghhh!!
Sono causati in parte dalle schiefezze che mangio, ma anche da conservanti, coloranti, agenti lievitanti (tutte cose che finiscono in -anti...l'avevate mai notate?!?!?...insomma meglio se finissero in -pro!).
Essendo che questa mondo del biologico non so se me ne fido molto...e poi è costosissimo, ho pensato che forse se uno si coltivasse le proprie cose sarebbe anche meglio...
si però come fare?
Allora mi sono messa in azione ed ho scoperto queste due cose:
1) Associazione "Terra!" che ha anche una sede genovese e che fa azioni verdi sul territorio. Il progetto si chiama Orti di paglia e si basa sulla costruzione in zone urbane abbandonate di orti che forniscono prodotti per l'autosostentamento. Organizzano anche vari corsi e laboratori e , se non costeranno uno sproposito, potrei anche provare.
2) Guerrilla Gardening (clicca qui), si tratta di giardinaggio, cioè di azioni (anche un pò al limite della legalità) per trapiantare fiori e quant'altro nelle aiuole, parchi, ecc che il Comune si dimentica di curare.
Andatevi a vedere i siti che sono carini ed interessanti. Appena avrò nuove le comunicherò.
P.S. E non mi dite che è l'ennesima stronzata new age, piuttosto unitevi!!

mercoledì 7 ottobre 2009

Eco-art contest


Vi segnalo Eco-art project, concorso sulla sostenibilità ambientale, il riciclo, l'inquinamento ,a cui ho partecipato con questa foto:



Il parallelo che “Pending spaces…” vorrebbe evidenziare riguarda il tema della sospensione degli spazi e della mancanza di una riciclo. Il riciclo è qui inteso non solo come riciclaggio dei rifiuti quotidiani ma soprattutto come riciclo di tutto quello che l‘uomo produce, costruzioni guerre ed industrie comprese. L’archeologia industriale in questo caso userebbe il termine “riconversione”. Lo scopo di tale progetto è dimostrare come tutto possa essere riconvertito in qualcos’altro e come ogni cosa (anche la più impensata) contenga dentro di sé un seme che non deve essere sprecato.

martedì 6 ottobre 2009

Fuori c'è un tempaccio orribile, cielo grigio ed aria freddina. In casa bisogna tenere la luce accesa ed è mattina...Poi l'umore non è dei migliori. Stessi toni di grigio. Voglia di non dover sempre sbattersi per aggiustare le cose. Voglia di andarsene e ricominciare da capo che forse è più semplice e basta.

mercoledì 30 settembre 2009

Gli incentivi anticrisi

Per fortuna che c'è la crisi così ora ti danno incentivi per qualsiasi cosa, basta che spendi. Certo è che rispetto all'incentivo per la macchina (per la quale comunque si devono tirare fuori mila euri), gli incentivi per la bici sono interessanti...Ok che abito in una città che se non è salita è discesa che però al ritorno sarà di nuovo salita e così via, ok che lasciare la bici in un vicolo la notte non è il massimo, ok che per arrivare a casa mia c'è una pendenza del 40%, però quasi quasi io la biciclettina me la comprerei.
Perchè io ho sempre avuto una passione per la bici...Da piccolina quando trascorrevo le vacanze estive in campeggio a Montoggio ho sempre avuto due ruote con la forza motrice delle mie gambe.
Mi ricordo ancora benissimo quando mi hanno tolto le rotelle. Scena epica! Avevo tre anni, mio padre e mio nonno decisero di provare a togliere le rotelle della mia piccolissima bicicletta rosa. A dire il vero io l'avevo capito che erano un pò timorosi e non avevano grandi speranze nella capicità al volante di una giovane donna, ma, nemmeno a dirlo, li ho lasciati a bocca aperta!
Ho inforcato la mia Pink e via andare! Sembrava la cosa più normale di questo mondo! pedalavo e stavo in equilibrio! Ad essere sincera anche io ero un pò stupita e nell'euforia del momento gridavo all'aria e al vento che ero senza rotelle!!!!!!!!! Da lì inizia l'indipendenza!

domenica 27 settembre 2009

d-Eco.Lab n°0


Finalmente il post sui lavori del mio laboratorio!

Premetto che il laboratorio è bellissimo ed è a Castelletto (per chi non sapesse dov'è gli basti sapere che uno dei miei posti preferiti a Genova).

In questo momento sto lavorando ad un armadio. Avete presente quegli armadi bruttini, parallelepipedi senza speranza di slancio, tutti marroni, pesanti e con l'odore di naftalina dentro? Ecco, quello.

E' diviso in 2 parti ciascuna con due ante, quindi 4 ante in tutto; circa due metri di lunghezza per un metro e sessanta di altezza.E' sì è proprio un pò tozzo...

In partenza non si presenta come un grande armadio, però dopo che passerà sotto il rullo creativo di d-Eco.Lab diventerà un'altra cosa.

Il progetto, già all'opera, è il seguente:

Dopo il carteggiamento totale inizieremo la decorazione. Su du ante (quelle di sinistra) abbiamo deciso di dipingere la "Foresta di bambù con il vulcano Fiji" di Hokusai.

Hokusai, per chi non lo sapesse, è un pittore giapponese, famosissimo per "L'onda", che poi è l'immagine con cui si apre il post (perchè quella della foresta di bambù non l'ho trovata...). Tutto con colori tenuti nella gradazione del verde, su una base bianco sporco (crema direi, ma non è ancora sicuro).

Le altre due ante, per "alleggerire" un pò il mobile, vorremmo farle con il brise-soleil, che è una specie di veneziana. Vi metto un'immagine qui sotto.

Quindi un armadio che risulterebbe diviso a metà: da un lato armadio vero e proprio per gli abiti, dall'altro lato, brie-soleil con angolo scarpiera oppure posto per la biancheria, asciugamani e quant'altro.

Il tutto ovviamento verrà realizzato con materiali ecologici e seguendo la logica del riciclo. Quindi per chiunque avesse mobili vecchi che l'hanno stufato e non sapesse più cosa farsene ,mi chiami! Appena i lavori saranno ultimati metterò le foto...per il momento spero di aver reso l'idea...


giovedì 24 settembre 2009

Whatever works

Questa sera il blog ha deciso di non caricarmi nessuna foto...faccio senza. In realtà volevo parlare un pò del progetto del laboratorio che non solo è cominciato ma procede ed ho anche un pò di fotine da mettere su e di sondaggi da fare....

Però poi ieri sera ho visto l'ultimo film di Woody Allen e mi è venuta voglia di parlarne un pò anche qui.


E' inutile dire quanto a me Woody Allen piaccia e faccia ridere.

"Whatever works"/"Basta che funzioni" è veramente carino con alcune battute che fanno scompisciare, però devo dire che l'ho trovato cinico. Tanitssimo. Ma molto di più del solito. E' divertente, questo sì, ma boh...forse era questo l'effetto che voleva ottenere? Cinismo a volontà che ti porta quasi a disgustare quella visione totalmente pessimistica della vita? Boh non so darmi risposta.


Ma qualcuno di voi che legge l'ha visto?

Per farvela breve la storia è questa: ex genio newyorkese candidato anche al Nobel, incontra giovanissima ragazzina bionda e svampita del sud degli States e finisce per sposarla. Perchè l'importante non è l'amore (niente dura!) ma basta che funzioni! Insomma così per tutto il film con coppie veramente strampalate e non vi racconto oltre per non togliervi il gusto della prima visione.

Ok. basta che funzioni, sono d'accordo. Cioè in parte. Anche se i rapporti sono strani e impensabile, se funzionano perchè non portarli avanti? Però non basta solo funzionare...quel qualcosa in più non dovrebbe esserci? Non è tutto spiegabile con la meccanica del funzionamento. Sbaglio? condizionata dalle romanticherie?

lunedì 21 settembre 2009

Identificazioni

Oggi, mentre passavo davanti al Teatro Stabile, mi sono fermata a prendere un programma della prossima stagione.
Marzo 2009: La commedia dell'amore
Jill- E' una richiesta un pò stupida adesso, non credi?
Jack- Ma è quello che voglio
Jill- Vuoi essere stupido?
Jack- Dici così proprio mentre ti chiedo di sposarmi?
Jill- Devo portare avanti delle cose prima...
Jack- Non iniziare...
Jill- Perchè fino a quando non l'avrò fatto...
Jack- Jill...
Jill- Che cosa avrò ottenuto da me stessa?
Incredula mi sono vista calzante nel personaggio di Jill...aiuto!

mercoledì 16 settembre 2009

Sant'Anna di Valdieri


La scorsa settimana sono andata in un posto bellissimo: Sant'Anna di Valdieri sulle Alpi Marittime. A parte che dopo 2 mesi di mare un pò di montagna mi ha fatto piacere, devo dire che è stato il primo assaggio dell'inverno.
Non che il tempo fosse brutto, ma c'erano quelle giornate belle con il sole alto in cielo e l'aria che ti pizzica la pelle. Per non parlare dell'acqua ghiacciata del fiume, ma mi sa che quella è ghiacciata anche ad agosto...
Comunque sia il posto è da vedere, ve lo consiglio: bel paesaggio, relax, terme, passeggiate di ogni tipo e polenta e salsiccia!
Quello che mi ha veramente lasciata a bocca aperta è come queste piccole comunità che si trovano all'interno del Parco naturale delle Alpi Marittime abbiano saputo valorizzare quello che avevano a disposizione.
Mi spiego meglio. A parte i monti e la natura hanno creato musei per ogni cosa ed itinerari culturali improbabili.
Per farvi un esempio: a Valdieri c'era una segnalazione sulla presenza di una necropoli preistorica. Seguo le indicazioni ed arrivo ad una piana con prato ed orti che quasi penso di essermi introdotta in casa di qualcuno. Però di fronte a me c'è una specie di casetta (quattro pali ed una tettoia) con quest'insegna gigante con su scritto "NECROPOLI". Ero arrivata. Guardo meglio. Sotto la tettoia vedo due riquadri con un pò di ghiaietta, ad indicare il luogo dove sono stati rinvenuti i reperti. Fine del sito archeologico.
Altro esempio. Sant'Anna di Valdieri. Ecomuseo della segale scritto ovunque (anche su una casa) per poi scoprire che non è proprio un museo ma un'idea che aleggia per il paese per ricordare che lì si produceva un sacco di segale...bah.
E qui mi ricollego ai post sulle provincia autonoma di Bolzano: quando si hanno i soldi e le sovvenzioni statali...non concludo che è meglio!

mercoledì 26 agosto 2009

Ri-equilibri


Ho un settimana prima che arrivi settembre...chissà perchè è il mese dei progetti (per lo più disatessi nei mesi successivi). Chissà perchè non scegliamo gennaio...è molto più un rinizio. no? maledetti cicli scolastici. ci hanno condizionato a vita!
Comunque il mio impegno è questo: prossimamente scriverò qui una lista delle cose che vorrei realizzare (verba volant...). Cose fattibili...non del tipo "quest'anno imparerò il giapponese"...anche se devo dire che ha un suo fascino...soprattutto dopo che ho letto Tokyo blues di Murakami.
Non più di dieci progetti. Che a pensarci sono anche tanti. Cose semplici, fattibili. Uno potrebbe essere "Pagare le multe arretrate". Semplice. Richiede meno di mezz'ora. Dispendioso, ok. Da fare quando mi arriverà la borsa di studio si settembre...Che palle la procrastinazione....ma lo sapete che è una malattia??? aiutoooooooooo!

martedì 25 agosto 2009

Love is the only solution


Rieccomi.
Tornata da una settimana di Corsica e due giorni di balla coi cinghiali. Tutto bello tanto che ora per contrappasso sono a casa con un super raffreddore.
Potrei raccontare dei mila km macinati per le stradine a strapiombo sul mare di Cap Corse, con in macchina tre lombardi che per il solo fatto che sono genovese ( e quindi abituata a curve, salite e discese) mi hanno eletta guidatrice della vacanza. Grazie della fiducia, ma che palle guidare con caldo, sale addosso, in costante stato di iperattenzione senza potersi godere il panorama...
Potrei raccontarvi di quanto sia stato assurdo fare vacanze in campeggio per poi andare a trovare mio fratello negli ultimi due giorni di vacanza (anche lui in Corsica, ma a nord) e scoprire che la casa che io gli avevo procurato e fatto affittare, era un reggia: 50 mq di salone con parquet, due divani in pelle, e vetrata con vista mare mozzafiato. Il tutto ad un prezzo ridicolissimo.... Passare dalla doccia fredda di un campeggio a quella con idromassaggio mi ha fatto proprio pensare che il comunismo della tenda e della camping gas sia ormai superato...Almeno per me. E pensare che quest'anno mi sono concessa il lusso del materassino gonfiabile!Le estati precedenti sono sempre state ad 1 cm da terra! Mi ci sono attaccata con le unghie e con i denti a questa filosofia del campeggio, a questo vivere spartano e con poche cose essenziali, ma poi gli sbattimenti di montare e smontare, fare acrobazie in equlibrio su un piede e piegati su se stessi per vestirsi, svegliarsi all'alba in una camera a gas, gli insetti che ti ritrovi ovunque...beh mi fanno pensare che forse è giunto il tempo di chiudere tutta l'attrezzatura da camping in cantina!
E poi c'è stato Balla coi cinghiali. Un posto surreale. Bellissima l'idea del festival, i concerti, il cibo doc, dop solidale ecc. Mi sono divertita tantissimo anche se ho vuoti incredibili della serata. Ho conosciuto e rivisto tante persone. Ho sentito il più bel concerto dei Good Vibe Styla. Ho comprato ed avuto in regalo tante magliette. Una tre giorni di mondo alla rovescia dove la vita non si ferma mai. Notte e giorno non c'è sosta. Per fortuna sono stata un'unica notte. Non avrei resistito oltre. Quando alle 4 del mattino sono andata a dormire (in tenda!! sono recidiva!!) intorno c'era un frastuono assurdo. Persone che urlavano, suonavano bonghi, camminavano e vivevano come fosse pieno giorno. Ho odiato il genere umano per una notte. E un pò anche per la mattina dopo.
Love is the only solution. come dice la canzone. Ma anche questa vacanza è stata un lavoro!!

venerdì 7 agosto 2009

Danse avec les sangliers

Ecco io vorrei segnalere questo festival.
Già il nome mi fa ridere: "Balla coi cinghiali", ma il sottotitolo è meglio!! "Come a Woodstock, ma si mangia meglio" ma intenderanno mangiarli sti cinghiali? tre giorni di giroarrosto? Bah...Comunque vale la pena andare a vedere. Anche perchè si può campeggiare (free suppongo) sulle alture di Bardineto, nell'entroterra savonese. E' un posto di tutto rispetto e anzi credo faccia ancora parte del Parco Naturale del Beigua (e questa cosa mi fa escludere la caccia al cinghiale).
Dal 20 al 23 agosto.

mercoledì 5 agosto 2009

Metafore

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio-
è una barca che anela al mare eppure lo teme.
Edgard Lee Masters "Antologia di Spoon River"

martedì 4 agosto 2009

Pianificazione imprenditoriale



Ci sono alcuni momenti in cui è necessario rendersi conto di come gira il mondo...e il mio mondo è il seguente:


- il dottorato è abbastanza demoralizzante e soprattutto le prospettive che attualmente mi offre sono pari allo zero. Un pò come quando a Monopoli ti capitava la carta "Torna al Via"...che palle! Tanti sforzi per arrivare passin passetto a corso magellano e poi si deve ricominciare tutto daccapo... e vabbè;


- Francia: l'ipotesi di finire l'ultimo anno e mezzo oltralpe mi alletta molto, ma non alletta loro evidentemente...le uniche risposte che ho ricevuto sono state: "Nous prenons seulement etudiantes francaises" ..e vabbè;


- Sentimentalmente è il delirio e per di più le amiche con cui passerò buona parte di questo mese sono innamoratissime e prima una e poi l'altra si porteranno appresso i rispettivi che, per carità sono fantastici ed io gli voglio anche un gran bene, ma boh...


- Devo convincere un ottantasettenne che è giunta l'ora di lasciare lo scooter e limitarsi a guidare la macchina o il camper, insomma qualcosa con 4 ruote e non 2. Ma è un'impresa difficilissima!


Il tutto per dire che in questo mondo che mi gira intorno non è che io ci stia proprio così bene...allora ho deciso di prendere qualche decisione.


Dal primo agosto ho ufficilamente un progetto: un laboratorio di restauro che condivido con la mia amica ed ora socia G.

Abbiamo affittato questo scantinato (piede a terre fa più fico!) ed inizieremo a restaurare mobili ma il progetto di per sè è un altro: riconvertire vecchi mobili che normalmente si butterebbero via in pezzi nuovi ed unici...dire oggetti di design mi sembre eccessivo ma l'idea sarebbe quella.


Ora il problema è solo uno: campare di questo! Ovviamente.

Quindi se sentite qualcuno che avesse bisogno di restaurare la cassettiera della vecchia casa di camagna della nonna, oppure di risistemare il tavolo in noce...dategli il mio numero!

Appena concluderò qualcosa metterò le foto.

Per il momento amici incrociate le dita!

lunedì 3 agosto 2009

Links

Ho appena fatto un tentativo...ma non vi dico cosa , almeno non in questo post....devo ancora fare qualche esperimento prima di poterne parlare chiaramente.
Basti sapere che ho provato, per poco, dieci minuti circa.

C'è un filo che collega tutto, ma è strano...dall'ultimo libro che ho letto (finito ieri sera, ve lo consiglio: "Non deve accadere" di Anne Holt, Stile libero Einaudi, un noir- poliziesco norvegese, molto carino) a quello che dovrei fare (scrivere un articolo sull'archeologia industriale) a quello che vorrei fare (fotografare, dipingere) a quello che inizierò (il laboratorio di restauro di mobili che ho affittato con la mia amica G.) ed altro ancora.

Non che io abbia le idee molto più chiare ma almeno non ho più quell'impressione di vagabondaggio a spot.

L'immagine che ho messo su mostra tutta la mia perplessità...Lì era una mattina (presto) di un paio d'anni fa, in un baretto di Sarzana o Massa, in attesa di salire a Sant'Anna di Stazzema. Andateci se non l'avete fatto. Gita con il servizio civile. Novembre e un vento freddo a dispetto delle precedenti giornate inspiegabilmente miti.

Un racconto di un sopravvisuto all'eccidio di una mattina dell'agosto del 1944: un signore dall'accento toscano e dagli occhi brillanti ricordava tutto come se fosse accaduto il giorno precedente. La sensazione che esistano cose molto più grandi che nemmeno conosciamo e che esistano persone che nel loro cammino abbiano dovuto affrontare guerre, fame e stenti. ma questo non accadeva solo 50 anni fa, accade tutt'ora...

Se ci ripenso ora mi si ricollega un altro pezzo. Nel 2007 fa ho dedicato l'anno a scoprire queste cose. Prima Sant'Anna e poi Srebenica. Ed ancopra non mi capacito di come possano accadere.

martedì 28 luglio 2009

Monsieur, le professeur



Ho finito da qualche giorno il mio splendido corso di francese...Iniziato un pò per caso, devo dire che si è rivelato inaspettatamente divertente.
A tutti gli amici a cui ne ho parlato è sembrata un pò una stronzata, ma questo perchè c'è un atavico odio nei confronti del Galletti...probabilmente più calcistico che altro...
Comunque sia, al di là della lingua studiata, il corso è stato interessante ma la vera chicca sono stati i miei compagni di corso ma soprattutto "Monsieur le professeur!", un veri genio del cabaret!
Trattandosi di un corso estivo, il numero della classe era fortunatamente ridotto: in tutto in otto. Martedì e giovedì dalle 19 alle 21, in via garibaldi. Splendida a quell'ora.
I miei sette compagni praticamente erano tutte donne ( tranne Guido, mio amico, con cui ci siamo incontrati lì. Anche questo quasi per coincidenza fortuita).
Tutte diverse: un' avvocato, una partenopea esperta di celiachia, una trapiantista, una spagnola di Barcellona, un'appena disoccupata ed un'interprete in attesa di un nuovo lavoro. E poi io e poi Guido, e Jean Francois le professeur.

Beh il gruppo era ben assortito e il professore che improvvisava ogni genere di canzoncina, barzelletta o aneddoto (sempre in francese ovviamente) mi ha fatto pensare più di una volta che fossimo ad un gruppo di auto - aiuto più che ad un corso di francese...Momenti di delirio collettivo ( di solito verso le otto di sera...forse crisi ipoglicemiche) e battutine tra compagni...Praticamente un ritorno a scuola ...così per tutti. davvero...con tanto di scherzi, aeroplanini, bigliettini, risate alle spalle del prof, svogliatezza, aria di vacanza e cena di fine corso!! In alto i calici! Ed anche questa è fatta! ci rivediamo a settembre!
Eh si perchè ho deciso di continuare...e poi questa volta avrei anche il contributo della Provincia!