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domenica 15 novembre 2009

d-Ecolab n°1 - Progetto Antiqua - il dopo...


Questo è il prodotto finito...
La foto purtroppo non rende un granché, ma dal vivo fa tutta la sua bella figura. Insomma un mobiletto da bagno è stato trasformato in un mobiletto - lampada - porta cd (3 funzioni in una!), il tutto secondo la formula del riclicaggio, dell'ecologia e del risparmio energetico.
Il vecchio mobile, la cui foto potete vederla nel post precedente, è stato privato della sua anta e gli spazi interni sono stati ridistribuiti in 3 parti uguali.
La prima e l'ultima sono diventati spazio per i cd e quella centrale è stata adattata a lampada.
La struttura esterna è in legno dipinto di bianco (all'interno e per trasmettere più luce) e con le tonalità del grigio (all'esterno).
Le suddivisioni interne sono state ottenute con plexiglas bianco che permette il passaggio della luce, mentre i led sono stati coperti da un vetro opaco color ghiaccio sul quale sono state spruzzate goccie color argento. Il coperchio in vetro è ovviamente apribile con un semplicissimo click di calamite sebbene la necessità di cambiare l'illuminazione sarà piuttosto remota. Infatti per l'impianto elettrico sono stati usati 9 piccoli led, praticamente inesauribili e a bassissimo voltaggio (9 V) , ai quali è stato collegato un piccolo interruttore e un alimentatore da attaccare alla corrente.
Spero che vi piaccia...:-D

martedì 5 maggio 2009

Balbi 6: speziate croniche del pellegrinaggio di una dottoranda

Oggi è uno di quei giorni che hai le palle girate ma non sai nemmeno il motivo...e non ce ne sarebbe nemmeno motivo...il sole splende e finalmente l'estate sembra essere arrivata, ho discusso della mia tesina al dottorato e non è nemmeno stata stroncata, non sono in fase pre mestruale...insomma non lo so proprio perchè oggi mi sia presa quest'inquetudine!
Forse vorrei solo partire un pò...c'è questa cosa in ballo all'Ecolè des hautes etudes a Parigi, ma far muovere la macchina burocratica dell'Università, richiede immensa pazienza (che io non ho) e costanza (non ho neppure questa). Insomma dopo un pò mi girano le palle e punto. Ed ecco che ho trovato il motivo! E' che per andare a Parigi con il dottorato non è così semplice come fare un erasmus perchè ci sono molte più variabili di cui tenere conto. Per esempio:
-ci deve essere una sorta di gemmellaggio tra il tuo dipartimento e quello in cui vorresti andare;
-uno dei tuo prof deve conoscere, chiamare e convincere un prof del posto in cui vuoi andare, a prenderti;
-devi trovare un dipartimento dove si svolgano ricerche simile alla tua e dove la tua presenza lì possa avere un senso...
ecco queste sono le variabili accettabili.
Poi ce ne sono altre che hanno esclusivamente a che vedere con la lentezza e senilità delle carampane incollAttakate a balbi.
E poi nemmeno l'avessi proposto io lo stage esterno...mah...
Comunque sia, io mi sa che me ne andrò comunque il prossimo anno, con o senza dottorato!
E' che l'altra sera sono stata ad una cena con alcuni amici del liceo e per la prima volta mi sono
resa proprio conto che siamo cresciuti...E' stato strano perchè alla fine ci vediamo abbastanza, per cui non c'è stato un intervallo di anni a far notare il cambiamento...
Eppure tornando in macchina a Genova ho proprio avuto questa sensazione: "cazzo ma allora siamo adulti!" e poi deve anche essere seguito un "aiuto!" .
Però c'è stato anche un retrogusto dolce, di persone che ho accanto da anni e che ci sono sempre e sanno tutto di me e mi vogliono bene a prescindere. Un legame di chi ha condiviso anni ed ha superato insieme i cambiamenti, anche tutti quelli che in questi anni non ho notato.
Era da un pò che non mi capitava ma sento che anche io voglio cambiare qualcosa...Parigi sarebbe un buon inizio. Con calma, seguirò l'iter geologico dell'università, e chiederò di passare il terzo ed ultimo anno di dottorato all'estero. E se non dovessi riuscirci c'è sempre il post dottorato no??

venerdì 16 gennaio 2009

Anything else


Sempre per rimanere in ambito cinematografico, la scorsa settimana ho visto un film molto carino: "Anything else" di Woody Allen.
La storia è quella di un giovane scrittore che ha paura della solitudine e di ferire i sentimenti degli altri...E' per questo che si ostina a portare avanti situazioni deleterie: un'incapacità a decidersi a "chiudere" quelle relazioni che non funzionano più ( lavoro, fidanzata, psicoterapeuta!) fintanto che non incontra Dobel ( interpretato da Allen stesso), con cui fa lunghe passeggiate in uno splendido Central Park e che gli insegna l'abc della sopravvivenza in questo mondo. L'indipendenza innanzitutto e il pensare di poter contare sulle proprie forze , seppur sfociando in deliri paranoici ed estremisti da kit di sopravvivenza per imminenti attacchi antigiudaici!
Il protagonista (non mi ricordo il nome dell'attore ma è lo stesso di American Pie: chi l'avrebbe mai detto eh?), prendendo spunto da questo strana e pazza amicizia ("Come un orologio guasto che almeno due volte al giorno segna l'ora esatta!"), troverà il coraggio di decidere per la propria vita ed il proprio bene. In una parola: CAMBIAMENTI!
Non vado oltre...ho già raccontato troppo e forse tolto la giusta suspence per vedere un film...ma d'altronde non sono una critica cinematografica e morivo dalla voglia di raccontare questa storia...
Il film è molto carino, non uno dei migliori di Woody Allen, ma per qualche ragione mi ha toccata da vicino...Mi è stato detto che sono tale e quale (caratterialmente) alla protagonista femminile (interpretata da Cristina Ricci). Non è un bel complimento e se vedrete il film lo capirete...forse qualcosina..ma per tante altre cose mi sento anche un po' come il giovane scrittore. Insomma solo più egoista. Ma stessa incapacità di decidere e biologicamente inadatta a chiudere.
Ecco l'ho detto! Se c'è una cosa che non sopporto è che le cose finiscano! Che finiscano le storie d'amore, le amicizie, il liceo, l'adolescenza...e anche i film, quelli belli.
E i cambiamenti sono ben questo: la fine di un'esperienza e l'inizio di una nuova.
C'era una canzone dei Casinò Royale che mi piaceva molto e diceva "Ogni stop è solo un altro start".
Consiglio a me stessa: pensarci su.